Emilio Sabattini, presidente della provincia di Modena

· Libro Verde

2. Ambiente e territorio

LEGGI TUTTI I CONTRIBUTI

Strumenti attuativi

Walter Sancassiani (24 Aprile 2009)

Di seguito alcune proposte sul "come" attuare gli obiettivi indicati su Ambiente e Territorio con strumenti di gestione ambientale e sostenibilità di nuova generazione promossi dall'UE/ONU:

- SISTEMI DI GESTIONE AMBIENTALE INTEGRATI A LIVELLO DI DISTRETTI. Dare piena attuazione e replicare l'esperienza dell'EMAS di distretto ceramico ad altri distretti industriali modenesi, da raccordare con le aree produttive ecologicamente attrezzate, come fattori di distinzione territoriale economica e strumenti moderni di politica di sostenibilità strutturata, rendicontabile e coordinata su area vasta.

- EMAS. Attuare un percorso di certificazione della gestione ambientale della Provincia (strutture) come buon esempio di pratica interna per le politiche di sostenibilità pubbiche per rafforzare la credibilità e guida della Provincia verso altri attori economici e no-profit sul territorio.

- GREEN PROCUREMENT PROVINCIALE E PER I 47 COMUNI.
Introdurre in modo convinto e continuo modalità di Green Public Procurement nelle gare di acquisto di beni e servizi acquistati dai vari centri di acquisto della Provincia.
E' stato elaborato un apposito Piano di Azione GPP e presentato ufficilamente a dicembre, ma servirebbe maggiore convinzione,
continuità e coordinamento tra i centri di acquisto della Provincia per cogliere in modo più efficace le opportunità offerte dal GPP: maggiori risparmi economici (approccio del ciclo di vita dei costi: costi di acquisto, gestione, manutenzione, post-consumo),
maggiore stimolo e premiazione alle imprese fornitrici in ottica di Responsabilità Sociale d'Impresa per l'innovazione di prodotti e processi produttivi più sostenibili e innovativi.

INTEGRAZIONE DI CRITERI DI SOSTENIBILITA' NELLE POLITICHE DI SETTORE.
Introdurre target di miglioramento di settore in attuazione di politiche UE e nazionali, misurabili, con indicatori di sostenibilità economici, ambientali e sociali UE (es. Aalborg Commitments) nei PEG annuali dei vari Servizi della Provincia; è uno dei pochissimi modi e strumenti concreti per misurare e valutare in modo maggiormente coordinato e annuale i risultati raggiunti e per stimolare una maggiore responsabilità e integrazione di sostenibilità in modo "orizzontale" alle politiche di settore, con momenti di verifica annuale a consuntivo, e con "premi" incentivanti ai Dirigenti d'Area e di Servizio che riescono a raggiungere target di miglioramento concreti e verificabili. In sintesi più sostenibilità e maggiore innovazione gestionale interna.
Ci sono già esempi e tentativi ma a "macchia di leopardo". Serve una maggiore convinzione politica e voglia di cambiare anche a livello di dirigenti d'area oltre la routine e l'emergenza.

QUALITA' ARIA.
INNOVAZIONE GESTIONALE PER LA MOBILITA' CASA-LAVORO
- Stimolare la riduzione di impatti sulle emissioni attraverso l'adozione di sistemi di gestione ambientale semplificati per le PMI;
- introdurre sistemi premianti su area vasta per le aziende che attivano modalità di spostamenti casa-lavoro dipendenti con car-pooling e car-sharing.
- Prevedere una figura di Mobility Manager della Provincia per razionalizzare gli spostamenti casa-lavoro dei dipendenti della Provincia, come azioni concrete di responsabilità sociale Istituzionale e di cittadinanza, con premi tangibili (scontistica, buoni premi) e intangibili (visibilità varia). ci sono esempi in molti enti pubblici europei e italiani che possono essere replicati anche su scala provinciale.

Cogliere le nuove opportunità delle politiche UE di sostegno a progetti di maggiore raccordo tra programmi di sviluppo urbano e rurale.

Programmazione del territorio

Valter Gherardi (17 Aprile 2009)

Nel''ambito della produzione industriale la Provincia dovrebbe recitare un ruolo di primo livello nella ubicazione degli stabilimenti dedicati alla produzione e allo stoccaggio, tenendo in considerazione la rete dei trasporti e della mobilità, mirando ai km. 0 per le maestranze delle aziende, politiche di attenzione per l'ambiente e l'inquinamento.Un altro settore importante è quello della gestione del ciclo completo dell'acqua, bene primario che deve rimanere sotto il controllo pubblico evitando spinte di tipo privatistico. Un'idea che si potrebbe perseguire è quella del maggior recupero dell'acqua piovana in cisterne e bacini dedicati.
Una linea politica di rispetto ambientale, ecologica con riduzione della varie forme di inquinamento e risparmio energetico dovrebbe permeare in modo trasversale il programma della amministrazione provinciale attraverso interventi contingenti, ma in particolare stimolando ed incentivando programmi di informazione e formazione stringente sulle fasce di età giovanile con la finalità di raccogliere risultati stabili negli anni futuri.
A confermare la politica VERDE la Provincia dovrebbe essere il coordinatore per l'incentivazione della raccolta differenziata dei rifiuti nei 47 Comuni stimolando la formazione dei cittadini che frequentano la scuola materna ed elementare.

Impianti di teleriscaldamento con funzionamento a biomasse

Marcello Verucchi LAPAM-CONFARTIGIANATO-MODENA (15 Aprile 2009)

Nel corso del 2008 si è costituito un gruppo di lavoro che, vista la situazione economica, riteneva indispensabile il rilancio dell'economia locale, tramite la promozione dell'utilizzo di biomasse per la produzione di energia termica ed elettrica, ad uso civile ed industriale.
La realizzazione di detti impianti, funzionanti a biomasse di origine principalmente vegetale (ceduo boschivo, potature agricole e stradali, coltivazioni dedicate, ecc.), ma anche animale (liquami, scarti delle lavorazioni carni, ecc.) sembra oggi la via più facilmente percorribile per conseguire sia una riduzione della dipendenza del territorio dall'esterno, sia per un incremento della quota di utilizzo di fonti energetiche rinnovabili che per la riduzione di CO2. C'è poi anche da evidenziare che, al netto del periodo necessario per il recupero dell'investimento, si hanno risparmi per gli utenti finali che possono raggiungere oltre il 40%, rispetto alla spesa energetica degli stessi con i sistemi tradizionali. Inoltre, sempre da ricerche effettuate si è desunto che la regione Emilia Romagna risulta essere una delle zona più vocate, rispetto al resto d'Europa, per l'applicazione di questi modelli a livello territoriale.
Marcello Verucchi - Confartigianato Lapam

Rivedere le previsioni sulla popolazione

Marco Poggi (08 Aprile 2009)

Puntare su uno sviluppo “qualitativo” e non “quantitativo “ del territorio provinciale, adottando il criterio della “sostenibilità” deve essere uno degli assi portanti dello sviluppo della nostra Provincia, quindi obiettivo condivisibile del programma. Purtuttavia lo scenario previsionale che viene inserito negli strumenti di pianificazione provinciale e che corrisponderà a circa 65.000 cittadini in più nella nostra provincia entro i prossimi dieci anni, ci sembra contraddire l’ obiettivo di uno sviluppo qualitativo. Inoltre lo stesso scenario demografico previsto negli strumenti di pianificazione provinciale prevede che la popolazione straniera residente aumenti fino ad un 16% della popolazione complessiva, dunque rispetto alle previsioni incrementali di 65.000 abitanti in più, ben 56.000 non saranno italiani.
Previsioni che andrebbero riviste alla luce dell’ attuale congiuntura economica che cambierà forzosamente le previsioni di sviluppo della nostra Provincia.

contributi per impianti gpl e metano

carlo alberto medici (06 Aprile 2009)

Credo sia opportuno il ripristino dei contributi della provincia per la instllazione degli impianti metano o gpl per gli autoveicoli circiolanti nei comuni della provincia che non sottoscrivono il protocollo regionale sulla qualità dell'aria

Ecoteca

Massimo Bagni (03 Aprile 2009)

Cortese Presidente, raccogliamo con piacere l’invito a partecipare all’idea di costruzione di futuro che si vuole per la nostra Provincia. Pensiamo che per accompagnare in modo responsabile l’evoluzione del territorio sia indispensabile dedicare risorse alla promozione di comportamenti ecologicamente consapevoli, a cui noi attribuiamo una valenza sia ambientale che socio-culturale.
Per questo, oltre a consolidare e integrare la rete dei Centri di Educazione Ambientale esistenti, crediamo sia necessario, nel prossimo quinquennio, prevedere a Modena, cuore politico e geografico della nostra provincia, un luogo fisico, riconoscibile come punto di riferimento, per le tante tematiche ambientali.
Un luogo che possa costituire un nodo di scambio, rispetto alla parcellizzazione di esperienze e realtà che già esistono, capace di coinvolgere target diversi di persone (studenti di ogni ordine e grado, insegnanti, cittadini, associazioni, ricercatori, ecc …), nonchè di rispondere (grazie alla rete di referenti accreditati che dovrà essere costituita) al bisogno, sempre più diffuso, di informazione e di cultura sulle questioni ambientali (rifiuti e raccolta differenziata, mobilità alternativa, risparmio energetico, risparmio idrico, qualità dell’aria, riduzione emissioni CO2, bioedilizia, energie alternative, biodiversità, conoscenza del territorio, riconversioni produttive, normative ambientali, ecc…).
Immaginiamo quindi un luogo dove possano incontrarsi e integrarsi armonicamente la storia naturale, produttiva, sociale, artistica, culturale della nostra provincia per sviluppare sensibilità ed esperienze che favoriscano la crescita personale dei singoli e la coesione sociale nei confronti dell’AMBIENTE entro cui siamo immersi e di cui ognuno di noi è parte costitutiva. “la cultura costa, ma l’ignoranza costa molto di più” – Angela Merkel
Da questa breve premessa nasce la nostra proposta di progetto, l’ECOTECA, uno spazio fisico costituito da ambienti diversi ma strettamente collegati e coerenti:
un’area per la realizzazione di laboratori, momenti formativi e attività creative ed espressive a partire dalla conoscenza e uso dei materiali di scarto (imballaggi vari, filati, tessuti e merceria, carta, ceramica, plexiglas, plastiche, cordami, cuoio, gomma, legno, ecc.) provenienti da una rete di ditte e aziende diffusa sul territorio e che quindi lo rappresentano; una sala-mostre per l’esposizione dei prodotti realizzati nei laboratori e/o sede di eventi speciali; un punto informativo con biblioteca – mediateca tematica; un auditorium per lo svolgimento di eventi culturali, proiezioni, spettacoli a carattere ambientale; una ludoteca tematica;
un punto ristoro/bar con prodotti tipici, biologici, filiera corta, ecc…
La nostra “utopia possibile” è quindi di veder realizzato a Modena uno spazio vivo, vivace, frequentato, con spiccata valenza socio-ricreativa, capace di portare i concetti dell’ecologia nel quotidiano attraverso diverse chiavi di lettura (arte, scienza, cultura, gioco), ma anche di sollecitare il senso civico e, attraverso l’informazione, la formazione, la pratica e la socializzazione di concetti e pratiche ecologiche, favorire la crescita del senso di appartenenza e la presa in carico responsabile del territorio nonché la partecipazione alla cosa pubblica.

Obiettivi per rilanciare sviluppo sostenibile e nuova occupazione

marco sassi (03 Aprile 2009)

Promuovere la creazione di reti, accordi di programma e sinergie tra Enti Locali, gestori delle reti di distribuzione elettrica, Regione, Provincia e le diverse ESCO, per un rapido sviluppo e diffusione di impianti di produzione di energia e calore da fonti rinnovabili, a partire da quelli a servizio del patrimonio e degli edifici pubblici.
Sostenere, consolidare e rilanciare la rete dei Centri di Educazione Ambientale territoriali, garantendo loro risorse, strumenti e opportunità di crescita per continuare nel lavoro di educazione, sensibilizzazione e informazione della cittadinanza e delle giovani generazioni sui temi dell’ambiente e dello sviluppo sostenibile.
Completare in tempi non geologici l’iter di approvazione e costituzione del Parco Regionale del Fiume Secchia, realizzando in tempi rapidi gli interventi previsti dal Piano di Sviluppo (Master Plan) e dal Piano Regionale per le Aree Protette , intervenendo con opportune risorse e strumenti per promuovere la creazione di nuovi posti di lavoro nella gestione dei servizi.
Promuovere e avviare la costituzione dei Parchi delle Casse d’Espansione del Fiume Panaro e della Collina , delle Aree di Riequilibrio Ecologico presentate, e valorizzare le Aree Protette della Rete Natura 2000 (SIC e ZPS).
Promuovere un Piano di Forestazione Urbana che porti a realizzare intorno alle città ed alle zone industriali urbane dei polmoni verdi di compensazione della CO2 quale modello ed esempio di concorso degli Enti Locali al raggiungimento degli Obiettivi del “20-20-20”.
Promuovere la concertazione locale per concludere degli Accordi di programma con le Fondazioni Bancarie locali per una più accentuata convergenza di risorse a sostegno dell’ambiente e del lavoro giovanile

Tutela dei corsi d’acqua modenesi

Alberto Mazzoni (30 Marzo 2009)

Penso sia necessario affrontare la situazione di grave degrado dei corsi d’acqua modenesi. Forse mai sono stati oggetto di così estese e squilibranti manomissioni che ne stanno distruggendo il ruolo biologico, paesaggistico e turistico-ricreativo. Ciò vale in generale ma con maggior gravità per i tratti collinari e, in modo crescente, per quelli montani sottoposti a incomprensibili drastici spianamenti ( con asportazione di ingenti quantitativi di materiali litoidi) e a prelievi a scopo idroelettrico in quantità tale da comprometterne in forma gravissima gli equilibri naturali. Nè gli Amministratori , né i cittadini, né gli Enti Parco e nemmeno la Soprintendenza per i B.A.e P. cui spettano specifiche funzioni di tutela paesaggistica, danno segno di essere consapevoli della reale gravità della situazione. Occorre promuovere un piano specifico di tipo urbanistico (non previsto purtroppo, nonostante i suggerimenti, dal PTCP), che portando a sintesi le conoscenze già formatesi attraverso le diverse analisi di settore e fotografando in termini concreti la realtà dei diversi aspetti (idrologici, idraulici, vegetazionali, morfologici, biologici, ricreativi, storici, paesaggistici), sia incentrato sull’indicazione e prescrizione di modalità di intervento e di tutela idonee, al di sopra del livello comunale non appropriato per la gestione di un bene sovraccomunale, a guidare, coordinare e vincolare gli interventi sui corsi d’acqua riflettendo gli obiettivi di progressiva rivitalizzazione e recupero degli ecosistemi acquatici previsti dal D.Lgs. 152/06, dal PTA (Piano di Tutela delle Acque) e dalla Direttiva 2000/60/CE. Occorre che ogni intervento non sia concepito in una logica settoriale chiusa ma sia vagliato e calibrato in una logica di sistema integrato. Sembra mancare, da questo punto di vista, un soggetto, che deve essere pertanto formato , avente le competenze multidisciplinari per coordinare e portare a sintesi, in modo equilibrato e sinergico, le diverse esigenze connesse agli interventi di gestione dei corsi d’acqua. A tale soggetto, che è bene sia espressione dei diversi organismi istituzionali esistenti, dovranno essere affidate anche le funzioni di controllo e di verifica sugli interventi realizzati: chi si dimostra in grado, attualmente, di compiere verifiche e imporre correzioni, con competenza ed autorevolezza, sulle sterilizzanti semplificazioni morfologiche, sui conseguenti impoverimenti dell’assetto biotico, sulle diminuite capacità di auto-depurazione, sugli squilibri inferti al paesaggio, derivanti da interventi idraulici mai impostati davvero per assicurare tutela piena al corso d’acqua?
Il tema emergente dell’installazione di centraline idroelettriche private lungo i nostri corsi d’acqua deve essere rigorosamente ricondotto alle strategie di pianificazione, progettazione e controllo sopra delineate e sottoposto alla verifica approfondita sul conflitto con gli obiettivi di tutela, riqualificazione e rivitalizzazione previsti dal sistema legislativo e normativo vigente. Può un corso d’acqua essere ridotto quasi totalmente a un sistema cadenzato di tubazioni , come progressivamente sta avvenendo, senza che ne siano compromessi sostanzialmente i connotati naturali essenziali ? E’ possibile annientare senza conseguenze, in un torrente di montagna, la differenza stagionale di portata idrica trasformandolo uniformemente, durante tutto l’anno, in un innaturale rigagnolo a causa di rilasci idrici esigui e costanti e non rapportati al variare delle portate? E’ ammissibile non esista un piano che, oltre a prescrivere modalità di intervento e di gestione, non indichi quali siano i tratti in cui è possibile l’installazione di tali impianti e i tratti in cui non lo è comportando ciò, come conseguenza, che i soggetti interessati possano presentare progetti per qualunque corso d’acqua e per qualsiasi luogo? Essendo poi gli impianti idroelettrici diversificabili fra quelli sostanzialmente impattanti (quelli a prelievo idrico) e quelli a marginale impatto ( senza prelievo idrico) dovrebbero essere individuati questi secondi come modello da adottare inderogabilmente per i nostri corsi d’acqua caratterizzati per lunghi periodi da portate idriche assai limitate.

Risparmiare il teritorio

Enrico Artioli (29 Marzo 2009)

Contenere l'espansione urbana, favorendo la costruzione in alto e interrata e riqualificando e recuperando l'esistente

Riforestiamo il nostro territorio

Giordano Fava (15 Marzo 2009)

Ho da poco passato i quarant'anni, ma ho dei ricordi d'infanzia passati in un territorio più verde, con molti più alberi e frutteti.
E' ovvio che l'agricoltura moderna non consente di tornare indietro, per esempio, al sistema a "Piantata", con i campi intervallati da filari di vite e olmi.
Mi piacerebbe però che la Provincia si impegnasse in un progetto convinto di "riforestazione" del proprio territorio. Questo gioverebbe non poco dal punto di vista ambientale, climatico e paesaggistico.
Penso ad interventi diretti nelle aree di propria competenza, a consistenti incentivi agli agricoltori che investono nella costosa coltivazione degli alberi da frutto o che semplicemente desiderano riservare le parti esterne degli appezzamenti a specie arboree tipiche del nostro territorio.

preappennino

Mauro Francia (13 Marzo 2009)

Mi pare che la Provincia potrebbe fare di più incentivando il turismo nelle prime propaggini dell'Appennino, predisponendo sentieri pedonali e ciclabili, che intersechino attività agroalimentari (cantine, trattorie, agriturismo, ecc.) e artigianali. Per molti mesi all'anno la zona è fruibile al meglio e risulta anche meno antropizzata dell'alto Appennino, oltre ad essere prossima alla pianura.

Ambiente

tommaso fregni (10 Marzo 2009)

In un contesto globale in cui le risorse energetiche, in particolare gli idrocarburi, sono sempre più scarsi e destinati a rincari crescenti, il nostro territorio è caratterizzato da un elevato tasso di inquinamento che spesso supera le soglie di tollerabilità imposte dall’Unione Europea. Noi proponiamo che la nostra amministrazione si ponga come avanguardia nazionale investendo su fonti di energia rinnovabili e a impatto zero. L’idea sarebbe di installare pannelli solari negli edifici comunali rendendoli autosufficienti o quasi dal punto di vista energetico. In particolare ci riferiamo alle scuole, le quali, una volta pannellate, oltre ad auto - produrre l’energia di cui necessitano, garantirebbero nei periodi di chiusura un approvvigionamento energetico pulito e gratuito al territorio circostante.

· Programma elettorale

Programma elettorale

· L'Agenda

Non ci sono eventi
 

· Iscriviti alla Newsletter

loading...