Emilio Sabattini, presidente della provincia di Modena

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14. Montagna

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Montagna

Graziano Gualmini (23 Aprile 2009)

La Provincia di Modena insieme a quella di Reggio E. è confinante cion la Toscana , ma non c'è regione più lontana dal pensiero dei modenesi. Siamo incuneati vicino ai toscani ma non abbiamo più relazioni. Sono state dimenticate le strade costruite dagli estensi faticosamente, per avere uno sbocco verso sud e il mare. Tutto il comprensorio di Sassuolo è compresso da valichi verso sud inutilizzati per la loro altezza e difficoltà di circolazione.
I verdi hanno contribuito molto a frenare queste strade di comunicazione, come del resto ha fatto il PCI e anche il PDS. Nll'era della globalizzazione, non colloquiamo con i nostri vicini e ci neghiamo un accesso al mare. Vana è stata la nostra presenza nella società del Brennero.
Ritengo che ci si debba aprire verso questi nostri vicini e fare uscire la montagna modenese-reggiana da un isolamento che la costrige a rimanere marginale. E certamente la pianura e le zone industriali non sono certamente avvantaggiate da queste restrizioni. La valle del Secchia, che in questa visione ha sempre sofferto, continuerà a soffrire ancora. Una apertura a questo problema deve essere annunciato (almeno). La popolazione di questa nicchia montana è sempre stata disponibile verso la Provincia, ma ora si sta ritraendo andando verso forme leghiste, segno di disperazione. Non si può più nascondersi dietro i verdi; la gente comune aspetta decisioni (vedi i successi della destra!).

Promozione nelle scuole

andrea santi (06 Aprile 2009)

Credo sia un peccato non promuovere adeguatamente gli impianti sportivi del nostro Appennino nelle scuole della provincia. Faccio due esempi: i centri estivi della Federazione tennis, per i quali si potrebbero attivare convenzioni e sconti per i ragazzi modenesi, e il comprensorio del Cimone. So di scuole che quest'inverno hanno preferito portare i ragazzi a sciare al Corno alle Scale perchè l'offerta economica era più conveniente: a me sembra francamente ridicolo che si lavori per attirare turisti da altre zone d'Italia e poi si "costringa" i nostri ragazzi ad andare a sciare altrove

viabilità in montagna

Mario Balboni (02 Aprile 2009)

Migliorare la viabilità: abbiamo la stessa viabilità di 20 anni fa con scarsa manutenzione, fondi stradali malmessi, segnaletica disastrata.

Interventi urgenti per le strade

andrea giacomelli (31 Marzo 2009)

Buongiorno Presidente, sono nato a Modena ma appena ho un po di tempo vado in Appennino, i miei suggerimenti per la montagna riguardano in primis le strade, necessitano di interventi urgenti, come la comunale-provinciale che collega Trentino a Sestola.....che molti sciatori percorrono.....
grazie per la sua disponibilità buon lavoro

Una strada per la montagna

ANGELO RUBBIANI (28 Marzo 2009)

caro presidente, uno dei principali problemi della nostra montagna è la viabilità ed in particolare la prosecuzione dell'Estense verso sud, ossia verso i comuni dell'alto Appennino.Negli anni 70 la Provincia ,anche su sollecitazione dell'amministrazione comunale di Pavullo realizzò l'Estense da Modena a Madonna Baldaccini. Dal 1975 all'80, io ero oltre che assessore in Comune,consigliere provinciale e accettamo la proposta della Provincia di costruire la galleria di Strettara, anzichè proseguire l'Estense oltre Pavullo. Si diceva che voleva essere una dimostrazione di buona volontà verso i Comuni più lontani. Dal 1980 al 1983, ultimo periodo della mia esperienza di pubblico amministratore, riprendemmo il tema dell'attraversamento di Pavullo, per agevolare il traffico da e per la montagna. Furono discussi diversi progetti, ma poi con mia grande sorpresa si fecero solo chiacchere e speso soldi in progetti a dir poco assurdi. E' incredibile come tutti i grandi politici e amministratori che si sono succeduti in questi trent'anni, dalla poltrona di sindaco a quella di onorevole regionale o nazionale, non siano riusciti a definire un progetto organico e funzionale e a ricercarne i finanziamenti. Il mio sogno, per i prossimi cinque anni, sarebbe quello di vedere il presidente della Provincia di Modena fare da coordinatore fra Comuni, Regione e Stato (ANAS e Ministero) per avviare a soluzione un problema che è decisivo per tutta l'economia della montagna modenese. I tempi non sono facili, ma un pubblico amministratore deve cimentarsi proprio nelle imprese più ardue, quando queste risolvono i veri problemi della comunità. Non so se il mio sogno potrà avverarsi,c omunque ti auguro buona fortuna e ti saluto cordialmente.
Angelo Rubbiani

L'agricoltore custode del territorio: quali incentivi proporre

alessandro tebaldi (28 Marzo 2009)

Il territorio montano rappresenta una risorsa ambientale di valore inestimabile. Ma tale patrimonio è apprezzato nella misura in cui è salvaguardato, gestito e tutelato. E’ in particolare la gestione del territorio intesa come gestione dell’agro-ambiente, ovvero la coltivazione dei campi e la gestione delle zone boschive, che rappresenta l’elemento discriminante per la valorizzazione del “prodotto ambiente”.
La figura dell’agricoltore è quella che naturalmente ricopre tale ruolo. Per raggiungere questo obiettivo è necessario individuare canali che permettono all’agricoltore di percepire un reddito anche al solo scopo di mantenere intatta e curata la risorsa ambiente.
Anche l’attività faunistico-venatoria, che attualmente in molti casi reca danno all’agricoltura, potrebbe essere vista come attività di integrazione al reddito dell’azienda agricola, nel momento in cui l’agricoltore potesse diventare il gestore della stessa previa corresponsione di un indennizzo appropriato.
Metaforicamente possiamo sostenere che se vogliamo mantenere bello e piacevole il “giardino” identificato nel nostro ambiente montano, si rende necessario aiutare e sostenere il giardiniere, ovvero l’agricoltore.

Le reti telematiche:opportunità per la montagna

Alessandro Tebaldi (27 Marzo 2009)

Quando si parla di infrastrutture, non si possono dimenticare, oltre alla rete viaria, altre reti non meno importanti, soprattutto pensando alle peculiarità del territorio appenninico. La rete internet a banda larga, sia essa ottenuta con fibra ottica o tecnologia Wi-Fi (ovvero la possibilità di accedere alla rete internet senza filo ma al tempo stesso ad elevata velocità), deve essere raggiungibile anche da parte dei cittadini e dalle imprese del territorio montano.
Lo sviluppo del territorio e delle sue potenzialità turistiche, imprenditoriali ed ambientali, non può che passare anche attraverso uno sviluppo sostenuto e il più possibile omogeneo sull’intera montagna dei collegamenti a larga banda ad internet e alle sue applicazioni. I problemi legati alla non agevole viabilità e alle distanze possono essere spesso ovviati dalla disponibilità di un’efficiente rete informatica, e al tempo stesso questa può creare nuove iniziative imprenditoriali e ulteriori posti di lavoro, contribuendo a migliorare la qualità della vita dei cittadini, a partire dai più giovani.
La tecnologia per arrivare a fornire un servizio di alta qualità è ormai accessibile ed occorre fare scelte che possano far sviluppare la rete prima di tutto fra gli enti locali, per poi allargare il servizio a imprese e cittadini. In questa direzione è necessario un confronto costante con la Regione sulla nuova fase di attuazione del Piano Telematico, che deve avere come obiettivo prioritario l’estensione del collegamento in banda larga a gran parte del territorio montano.
L'obiettivo strategico dovrà essere dunque l’estensione della copertura in banda larga a tutta la montagna.

giovani e montagna

tommaso fregni (10 Marzo 2009)

emerge l’esigenza di migliorare la comunicazione tra i paesi di provenienza ed i centri urbani più grandi e più attrattivi per i giovani. Si propone di incrementare i trasporti pubblici, di investire in infrastrutture stradali che possano favorire spostamenti più agevoli e veloci. Data l’importanza fondamentale che oggi il web occupa nella vita di un giovane, si richiede anche di procedere nella diffusione di infrastrutture di rete a banda larga garantendo un’offerta sempre più diffusa di connettività. Si ritiene inoltre necessario favorire l’integrazione dei giovani residenti nelle aree montane promuovendo iniziative che ne facilitino l’incontro.

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