La nostra provincia si vanta giustamente di avere un tasso di occupazione femminile molto alto, cosa che garantisce benessere economico e l'opportunità di valorizzare le capacità delle donne. Questo però comporta anche delle conseguenze sul piano sociale, e non è un caso probabilmente che l'istituzione famiglia stia vivendo un momento particolarmente difficile. So che è l'argomento non è molto popolare, e decisamente non politicamente corretto, ma penso che dovremmo riflettere sul modello di società che vogliamo costruire per i nostri figli: se continuiamo a proporre un modello di donna che è positivo solo se trova affermazione nel lavoro, temo che le generazioni future non troveranno più motivo per creare delle famiglie. La donna che rimane a casa a crescere i propri figli è vista oggi come una specie di Ufo, un qualcosa di superato dalla storia. Invece è un pilastro prezioso e meriterebbe rispetto e maggior considerazione.
Per poter difendere il proprio lavoro le donne hanno bisogno di una rete di servizi che le aiuti nella gestione del carico familiare. Non sempre i servizi ci sono - penso ad esempio all'assistenza degli anziani o dei malati - e se ci sono hanno costi altissimi, e quindi non sempre accessibili. Credo che molte donne di fatto lavorino per pagare questi servizi, senza riuscire a mettere da parte un euro. Bisogna trovare soluzioni diverse, perchè le famiglie sono cambiate e hanno bisogno di maggiori supporti di una volta, però compatibili con i loro redditi. L'alternativa, per la donna, diventa quella di dover lasciare il lavoro.