Senza naturalmente voler generalizzare, riteniamo che il servizio di medicina di base - sopratutto per quanto riguarda i pediatri - sia inadeguato rispetto al livello dei servizi sanitari offerti dal territorio. Non si tratta di un giudizio sulla qualità, ma sulla quantità, che diventa però sostanziale se il pediatra di base è talmente oberato di lavoro (oppure organizzato con un orario di lavoro insufficiente rispetto alle necessità) da non poter effettuare le visite a domicilio in caso di necessità, e talvolta da non poter neppure ricevere in studio in tempi decenti. Per le cose non urgenti (ad esempio i certificati medici per l'attività sportiva) ci si sente rispondere persino: torni tra un mese! Non è possibile aumentare il numero di medici, diminuendo quindi il numero di pazienti? Oppure ampliare l'orario di lavoro? Grazie dell'attenzione
Come medici e chirurghi del Policlinico di Modena continuiamo ad essere favorevoli alla Sanità Pubblica: la creazione, 30 anni fa; del SSN, ha reso l’Italia un paese più civile. Tuttavia non si può negare quanto sia diffusa, sull’intero territorio italiano, la percezione delle inadeguatezze, dei ritardi, delle cose che non vanno, dei diritti negati. Mentre i bisogni e le attese dei cittadini continuano a mutare, il sistema è rimasto rigido, burocratico, autoreferenziale. La ricetta però non è la privatizzazione.
Approviamo con vigore l’analisi e il contributo della Consulta Sanità del PD. Riteniamo che una buona organizzazione (percorsi diagnostico-terapeutici aggiornati allo stato dell’arte); un’attiva e consapevole partecipazione personale ( coinvolgimento e responsabilizzazione di diversi “attori” coinvolti nell’erogazione delle cure, ciascuno con le proprie competenze e specializzazioni); un rinnovato clima organizzativo ( recupero dell’identità professionale) rappresentino una buona base di partenza per il miglioramento del governo clinico/sanitario.
La soddisfazione del paziente, e non solo quella percepita, si ottiene ottimizzando i livelli tecnico-professionale ( cosa fare e con quali conoscenze) e gestionale (come fare con la minima quantità di risorse e senza sprechi). Va costruito un ponte tra gli aspetti professionali del miglioramento della qualità e gli aspetti manageriali/gestionali legati al cambiamento. Accanto a queste misure è importante, a nostro avviso, un cambiamento di rotta teso a superare “ l’economicismo in Medicina”, la compilazione di bilanci di entrate e uscite prive di significato, di conteggi esclusivamente numerici: la qualità professionale deve diventare il vero cuore del sistema, consentendo ai professionisti in prima persona, all’interno di meccanismi di verifica qualificati, di valutare l’efficacia e l’appropriatezza clinica delle prestazioni erogate.
Come medici, ma soprattutto chirurghi del Policlinico di Modena, ma anche come docenti universitari, riteniamo importanti le seguenti finalità:
- diffondere le “best practices” ( anche se non tutti possono fare tutto; l’ottica è quella della rete e dei livelli di complessità dell’assistenza, quindi definire le sedi dove erogare prestazioni complesse e dove no – ci vuole coraggio!!!)
- capitalizzare i saperi professionali presenti nell’Azienda ( la mediocrità in un’Azienda Ospedaliero-Universitaria non è accettabile; ci si deve impegnare a far emergere l’eccellenza attraverso la verifica dei risultati. Valutare la competence professionale è ancora una “mission impossible”? Gli strumenti ci sono, occorre la volontà ed il coraggio di utilizzarli!!!)
- superare i comportamenti autoreferenziali
- promuovere le responsabilità nell’autonomia professionale
- posizionare l’offerta sanitaria su livelli di alta complessità.
Prof. Claudio Amorotti
e un gruppo di amici e colleghi
Promuovere campagne informative e culturali (partendo dalle scuole) combattendo stili di vita negativi (fumo, alcol, droghe, …) e sostenendo stili di vita sani (sport, attività all’aperto, …)
Nel settore Sanità trovo interessante la sinergia tra il Policlinico Universitario e l'Ospedale di Baggiovara. Credo sarebbe molto importante anche supportare l'Ospedale di Carpi che, al momento, rappresenta l'unica Struttura "policlinica" in grado di offrire la più ampia gamma di interventi specialistici chirurgici pur rimanendo all'interno di un Complesso ormai molto datato ed inadatto. Importante è anche l'integrazione tra la medicina specialistica territoriale e la specialistica ospedaliera; questa comporta la possibilità di assicurare a tutti i cittadini una continuità assistenziale migliore, mirata alla cura di patologie che tendono a cronicizzare. Visto l'aumento dell'età della popolazione sarebbe interessante la promozione di iniziative volte a responsabilizzare gli anziani verso una cultura di igiene sanitaria e di prevenzione dello sviluppo di malattie tipiche dell'età senile; e a sviluppare con i meno anziani un "tavolo" di discussione aperto con Specialisti territoriali ed ospedalieri che possano rendere la prevenzione e gli screenings una sana promisquità operativa. Gli Ospedali devono essere rinnovati in quanto anche l'ambiente ospedaliero è importante per il morale del paziente.
credo sia importante prevedere azioni positive per le persone anziane, in particolare le persone sole e/o con grosse problematiche di non autosufficienza. Impegno per garantire la riduzione delle liste d'attesa di accesso alle strutture residenziali, ricoveri e per far questo, in linea col 4% previsto dalla Regione, cercare di intervenire per la costruzione di nuove strutture. Anche se di pertinenza più specifica dei comuni essere propositivi e presenti al fine di garantire l'adeguato impegno nella realizzazione dei piani di zona e delle conseguenti azioni positive. Quindi azione di verifica e di sostegno. Coinvolgimento dei sindacati nella elaborazione di progetti destinati alla assistenza, ai servizi, alla sanità, ai trasporti. Il mondo del volontariato va coinvolto attivamente in base alle competenze specifiche per avere proposte, suggerimenti, coinvolgimenti così che il volontariato sociale, sanitario ecc. possa realmente essere responsabilizzato e considerato non solo come supporto ma elemento politico attivo. Nel processo educativo, in particolare dei giovani, i sindacati e le associazioni del volontariato vanno coinvolte nelle scuole, nei servizi di presenza, di assistenza ecc. Per fare questo però il volontario non deve sentirsi usato, ma valorizzato.